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Misto di bacche d'oro bio

Misto di bacche d'oro bio 

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€ 13,20


Crudista:
Si

Vegano:
Si

Misto di tre tipi di Bacche: Goji, Inca e Jujube.

Fa bene a:
Bacche di Goji 
- Potere antiossidante, prevengono cioè la formazione di radicali liberi causa di degenerazione cellulare
- Hanno proprietà antinvecchiamento
- Migliorano il sistema immunitario per la presenza di vitamine, minerali e polisaccaridi e l'alta concentrazione di zinco
- Hanno protezione cardiovascolare per il contenuto di acidi grassi essenziali
- Combattono l'insonnia
- Fanno bene alla vista perchè contengono più carotenoidi delle carote
- Efficaci nella lotta contro i tumori
- Rimedio naturale per la mancanza di ferro
- Attivano il sistema immunitario
- Fondamentali per il metabolismo ed essenziali per il corretto funzionamento del sistema nervoso per il contenuto di vitamine del gruppo B
- Attività probiotica: favoriscono la crescita e lo sviluppo della flora batterica per la presenza nelle bacche di polisaccaridi e fibre
- Aiutano a prevenire le nausee da gravidanza

Bacche Inca
- Sono antinfiammatorie
- Hanno potere antiossidante
- Combattono il diabete
- Combattono l'ipertensione
- Aiutano l'organismo sotto stress
- Regolarizza le funzioni intestinali
- Possono favorire la diuresi, l’eliminazione dell’acido urico e la riparazione delle ulcere alla vescica

Bacche di Jujube
- Rafforzano il sistema immunitario essendo ricco di Vitamina C, A e potassio
- Leniscono e prevengono raffreddore, influenza e tosse
- Combattono il mal di gola
- Calmano il sistema nervoso e agiscono come antidepressivo e come sedativo naturale
- Favoriscono la guarigione delle ferite
- Inibiscono la formazione di cellule cancerose, in modo particolare quelle della leucemia
- Aiutano a controllare il peso corporeo

Descrizione: 
Il misto di Bacche d'Oro, unisce le proprietà delle bacche di Goji, Inca e Jujube in un'unica confezione.
Da quelle piccole color rosso intenso delle Goji alle arancio delle Inca a quelle più grandi di Jujube:

Bacche di Goji
Il nome scientifico è Lycium barbarum, appartengono alla famiglia delle Solanaceae. il nome comune, Bacca di Goji invece, deriva dalla parola cinese "Gouqizi", dove Gouqi significa, Licio volgare, e zi invece, bacca o semente.

Amate dai Tibetani come "frutto della lunga vita", le bacche di Goji, piccole bacche di forma allungata, aventi la dimensione di un acino di uva passa, hanno colori vivaci che vanno dal rosso acceso, all'arancione, al giallo al nero.

Le piante che raggiungono anche altezze di 5 mt, crescono spontaneamente, fino a 4000 mt di altezza in Tibet, Mongolia, Cina e Giappone.

Queste bacche, apprezzate da migliaia di anni. sono considerate in tutto l'oriente una potente risorsa anti-invecchiamento.
La medicina tradizionale cinese attribuisce alle bacche di Goji, nonché alla corteccia, alle radici e alle foglie della stessa pianta, numerose proprietà curative e preventive: efficaci per fortificare muscoli e ossa e rallentare l'invecchiamento.

Efficaci nella lotta contro i tumori perchè contengono il germanio che raramente si trova in altri alimenti naturali e ben 20 tracce di altri minerali.

Rimedio naturale per la mancanza di ferro: 100 gr di bacche di Goji contengono 8,4 mg di ferro, contro i 2,9 mg di quello contenuto in 100gr di spinaci freschi.

Attivano il sistema immunitario soprattutto nelle patologie degenerative come cancro e Alzhaimer perchè contengono quattro polisaccaridi bioattivi (LPB1,LPB1, LPB2, LPB3, LPB4).

Conosciute e utilizzate dalle popolazioni orientali da migliaia di anni, oggi hanno conosciuto una larga diffusione anche nel mercato occidentale tanto da farle conoscere come una delle fonti di cibo più sane esistenti sulla Terra.

Il loro sapore assomiglia a quello del mirtillo, uva passa, lampone e fragola. 
La dose media è di circa 20 grammi giornalieri.

Bacche Inca
La Physalis peruviana, comunemente conosciuta come Bacca d'Oro, era conosciuta già nel periodo pre-colombiano dalle popolazioni degli Incas che l'apprezzavano come bacca dorata e nutriente.

Pianta indigena del Sud America il frutto è chiamato anche Bacca Inca, Uciuva o Bacca del Capo e si trova all'interno di petali che sembrano carta.
La bacca, simile ad un piccolo pomodoro giallo, come questi pieno di semi, appartiene alla famiglia delle Solanacee. Raggiunge in piena maturazione, un colore arancio brillante ed ha un caratteristico sapore vicino a quello del pomodoro con retrogusto di vaniglia e ananas.

Si può consumare da sola, come snack o insieme a macedonie, per decorare torte e dolci.
Contiene più antiossidanti del tè verde perciò combatte lo stress e le malattie degenerative.
Ricca di bioflavonoidi, vitamine C, B, P, ha potere antinfiammatorio, antiossidante, antistaminico.
Essendo ricca di pectina puï essere utilizzata per regolarizzare le funzioni intestinali.

Si consiglia l'assunzione di 1 o 2 cucchiai al giorno.

Bacche di Jujube
Le bacche di Jujube, provengono dall'albero Ziziphus jujuba, pianta della famiglia delle Ramnacee, che può raggiungere anche dai 5 ai 12 mt di altezza.
Noto anche come dattero cinese, Da Zao, era coltivato già 4000 anni fa ed inserito in numerose ricette fitoterapiche della Medicina Tradizionale Cinese secondo cui ha proprietà di caldo e dolce, mentre fra le sue funzioni base ci sono quelle di tonificare il Qi, nutrire il sangue, calmare i nervi, rafforzare la milza e lo stomaco.

Il frutto grande, più o meno quanto un'oliva, ha un sapore simile a quello di una mela. Con il procedere della maturazione il colore si scurisce, assumendo un caratteristico colore fra il rosso porpora e l'arancio, la superficie si fa rugosa con polpa giallastra e succosa e il sapore diviene via via pió dolce, fino ad assomigliare a quello di un dattero e di una mela.

Simbolo di silenzio per gli antichi Romani il giuggiolo adornava i templi della dea Prudenza. Un tempo era piantato fuori ogni casa come buon augurio. 
In molte regioni italiane i contadini coltivavano gli alberi di giuggiole vicino casa perchè i suoi frutti servivano per cibarsi durante l'inverno e durante i periodi di carestia.

Secondo gli scritti di Erodoto, le giuggiole potevano essere usate, dopo aver fermentato, per produrre un vino, le cui più antiche preparazioni risalgono a Egizi e Fenici.
Le bacche di jujube si possono consumare fresche, secche o trasformate in farina.

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